goldpanda

Fuori luogo ormai ritenerlo una promessa, o un semplice artista emergente: Gold Panda è ormai uno degli artisti elettronici più importanti della sua generazione, come testimonia l’incredibile e crescente successo delle sue apparizioni live – a partire da quelle italiane – che ogni volta raccolgono una eccezionale risposta da parte del pubblico.

 Le sue architetture sonore, sospese fra poesia e sperimentazione, fra cassa dritta e derive ritmiche sincopate, sono oggi un marchio di fabbrica inconfondibile. Due album, l’esordio brillante “Lucky Shiner” scritto nel “suo” Essex nel 2010 e  “Half Of Where You Live” datato 2013 e scritto e registrato a Berlino, e alcuni brani assolutamente memorabili (l’esordio del 2009 autoprodotto “Quitter’s Raga” diventato subito culto, quel vero e proprio inno che è “You”, o l’ipnotico “Brazil”) in pochissimo tempo hanno portato l’artista inglese nella stessa categoria di artisti quali Four Tet, Caribou o James Holden. 

Il nuovo album Good Luck And Do Your Best, frutto di 18 mesi di lavoro, è stato pensato in Giappone e registrato a Chelmsford, cittadina dell’Essex dove è cresciuto e dove oggi dopo anni passati in tour in giro per il mondo ha deciso di tornare. 

Il titolo, ispiratogli da una frase pronunciata da un tassista in Giappone, è stato il punto di partenza motivazionale di questo nuovo lavoro. Dal punto di vista sonoro Derwin racconta che l’album ha tratto ispirazione visiva dai suoi viaggi in Giappone. ” Sono andato in Giappone due volte. Una volta nel mese di aprile, una volta nel mese di ottobre e sono i periodi migliori per visitare questo paese” “Nel mese di aprile i fiori di ciliegio sbocciano e ci sono un sacco di feste e luoghi da visitare. Ottobre è fantastico perché le foglie cominciano a cambiare colore. E’ semplicemente un posto bellissimo”. 

Tuttavia l’album è stato registrato al ritorno nella sua casa a Chelmsford, quindi come spiega Derwin è stato un po’ come guardarsi indietro per elaborare e raccontare le impressioni visive raccolte in Giappone. Quei luoghi e colori si traducono in un album che si differenzia notevolmente dal suo precedente  “Half Of Where You Live”. Le 11 canzoni che compongono Good Luck And Do Your Best sono infatti decisamente più calde e avvolgenti anche se con una gamma più chiara di suoni e sono il frutto di una selezione accuratissima di tantissime tracce composte nell’arco di una anno e mezzo.

Come sempre succede e come sa bene chi lo segue da tempo, un suo set è un’avventura sonora: un lungo viaggio che si gioca sui binari dell’espressività e dell’intensità emotiva, e dove i suoi pezzi vengono modificati, allungati, portati in direzioni imprevedibili.

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